
Un intervento insolito ha visto protagonisti ieri, nel primo pomeriggio, i tecnici del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del Lazio.
Due alpinisti, impegnati in una salita invernale sulla via Chiaretti-Pietrostefani, hanno lanciato l’allarme. Si trovavano sul versante nord-est del Monte Terminillo. A circa 2.000 metri di quota, in un tratto ripido e inoltre ghiacciato, con pendenza del 60%, hanno scorto un cane in difficoltà. Il suo mantello era completamente congelato. Non riusciva più a muoversi e tremava per il freddo. I tecnici della stazione di Rieti, insieme a una squadra dei Vigili del Fuoco, hanno organizzato immediatamente l’intervento. Hanno valutato il rischio di slavine e individuato il percorso più sicuro verso l’animale. Sul posto, hanno costruito un’imbragatura ad hoc. Era studiata per non danneggiare il cane e per distribuire il peso in modo equilibrato. Poi, con estrema cautela, hanno iniziato il recupero. Ogni passo era misurato. Un soccorritore avanzava, mentre un altro assicurava la corda. Così, tratto dopo tratto, il cane è stato accompagnato verso valle. Dopo un’ora di lavoro, sono arrivati al Rifugio Angelo Sebastiani. Lì, hanno tolto il ghiaccio dal mantello e avvolto il cane in una coperta termica. Gli hanno offerto brodo caldo e acqua. In pochi minuti, l’animale ha smesso di tremare. Le sue zampe hanno ripreso vigore. La coda ha ripreso a muoversi, in segno di sollievo.
Successivamente, il cane è stato affidato a un veterinario locale per controlli più approfonditi. Le prime impressioni erano molto positive.
Questo intervento dimostra la grande versatilità del Soccorso alpino. Non si limita a soccorrere escursionisti o sciatori. Interviene per proteggere ogni vita sulle montagne. In conclusione, grazie alla sinergia tra CNSAS e Vigili del Fuoco, un animale in pericolo ha avuto una seconda possibilità. Un altro esempio di solidarietà e professionalità sulle nostre vette.
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(fonte: Il Messaggero)



