
Chi ha un cane di piccole dimensioni – e quindi ha la fortuna di poterlo portare in cabina con sé – sa bene che l’aereo non è certo uno degli ambienti più confortevoli per il nostro amico a quattro zampe! I vani bagagli sono troppo stretti, i corridoi non offrono spazio per muoversi, i sedili possono diventare barriere invalicabili, e non parliamo poi dei rumori assordanti dei motori né delle vibrazioni che scuotono l’intero velivolo. Tutto questo può facilmente generare un forte senso di ansia nei nostri cuccioli: il respiro si fa affannato, le orecchie si abbassano, il corpo tende a irrigidirsi. E, in alcuni casi, l’ansia più comune si può trasformare in un vero e proprio attacco di panico.
Proprio questa drammatica escalation è capitata, qualche settimana fa, alla piccola Darcy, un bulldog francese di appena tre anni. Lei e Michele Burt, il suo padrone, stavano sorvolando la Costa orientale degli Stati Uniti, in un volo della JetBlue diretto dalla soleggiata Florida fino al Massachusetts. Inizialmente tutto stava procedendo senza intoppi: Darcy, nel suo trasportino sotto il sedile di fronte a Michele, sembrava tranquilla e curiosa, di tanto in tanto sbirciando tra le sbarre alla ricerca di stimoli.
Ma a metà volo qualcosa è cambiato. Michele si è accorto che Darcy iniziava a respirare in modo irregolare, inspirando con difficoltà e poi trattenendo il fiato. La sua lingua – normalmente di un rosa vivace – ha iniziato a tingersi di un inquietante colorito bluastro: segno evidente che il livello di ossigeno nel sangue stava calando. In preda al panico, Michele ha immediatamente segnalato la situazione a bordo.
È stato a quel punto che due assistenti di volo, Renaud e Diane, hanno preso in mano la situazione con calma e prontezza di spirito.
Con gesti rapidi ma delicati, hanno sistemato una piccola maschera d’ossigeno sul musetto di Darcy, tenendola ferma quel tanto che bastava perché potesse ricevere aria pura. In pochi attimi la cagnolina ha cominciato a rilassarsi: il respiro si è fatto più regolare, il colorito della lingua è tornato al solito rosa e lo sguardo ha perso l’espressione terrorizzata.
Dopo neanche cinque minuti, Darcy rifiutava persino la maschera, felice di poter tornare a esplorare con il muso la sua “cabina” improvvisata. Il pilota, informato dell’accaduto, ha proseguito il volo in rotta verso Boston senza necessità di atterraggi di emergenza. Al loro arrivo, Michele e Darcy sono scesi dalla scaletta stringendo un profondo sospiro di sollievo.
Che dire di fronte a un gesto simile? Ancora una volta, la professionalità e il buon cuore di chi lavora in volo hanno fatto la differenza, dando prova che attenzione, empatia e prontezza possono veramente salvare una vita – anche quella di un piccolo bulldog francese in cabina passeggeri.
Qui sotto una foto della Bulldog in aereo!

(fonte: La Stampa)



